Associazione Sportiva “Boxe Loreto” Vitality Club

La “Boxe Loreto” presso la sede in Via Bersaglieri D’Italia è in grado di offrire attualmente:

- corsi di Boxe, praticati a livello agonistico ed amatoriale, tenuti da istruttori federali abilitati.
- corsi di Muay Thai nota anche come Thai Boxe o Boxe Tailandese.
- corsi di Aikido è una disciplina psicofisica giapponese praticata sia a mani nude sia con le armi bianche tradizionali del Budo giapponese.
- corsi di Judo è un'arte marziale giapponese formalmente nata in Giappone.
- corsi di Brazilian Jiu Jitsu è una disciplina che studia la lotta a terra e che deriva dal jūdō e dal ju jitsu giapponese.
- corsi di Mixed Martial Arts (o Valetudo) è sono uno sport da combattimento, comprendente una grande gamma di tecniche: pugni, calci, ginocchiate, gomitate, proiezioni, lotta a terra, leve articolari, strangolamenti.
- corsi di Tai Chi stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento, è oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva.
- corsi di Kickboxing è uno sport da combattimento che combina tecniche di calcio caratteristiche di arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese.
- corsi di Difesa Personale per Donne è la capacità propria di saper gestire (o evitare) una disputa (non necessariamente violenta) tra individui che, per svariati motivi, possono giungere ad uno scontro.
- corsi di Capoeira (pronuncia: Capuéra): è una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza).
- corsi di Krav Maga: è un metodo di combattimento nato in ambienti ebraici e dell'Europa centro-orientale nella prima metà del XX secolo. La parola Krav Maga, in ebraico moderno, significa letteralmente "combattimento con contatto" la traduzione più utilizzata è comunque "combattimento corpo a corpo".
- corsi di Savate, ( nota anche col nome Boxe francese), è una disciplina sportiva nata nei quartieri più poveri e malfamati di Parigi nei primi anni dell’800.
- corsi di Kung Fu tradizionale cinese: un vero e proprio sistema di marziale da combattimento. Esso combina tecniche di mano a lungo, medio e corto raggio (caratteristiche della Cina del Sud) con calci potenti e rapidi spostamenti (tipici della Cina del Nord) . E’ previsto anche l’uso di 56 tipi diversi di arma tradizionale.
- corsi di Karate, è un’antica arte marziale tipica giapponese di combattimento a mano libera.
- corsi di Soft Air (in inglese Airsoft, arma ad aria morbida) si tratta di uno sport che consiste in una simulazione di scontri armati.

La palestra Vitality Club offre inoltre una sala pesi attrezzata gestita da un personal trainer qualificato ed uno spazio destinato alla fase di riscaldamento iniziale, propedeutica alla svolgimento di qualunque attività fisica.



Per informazioni

contattare i numeri
334.23.35.548 / 347.86.38.634
o l’indirizzo e-mail
info@boxeloreto.it
Il pugilato (oppure, dall'inglese: box, in francese: boxe) è un'arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme.
Consiste nel confronto, all'interno di uno spazio quadrato chiamato ring, tra due atleti che si affrontano colpendosi con i pugni chiusi (protetti da appositi guantoni), allo scopo di indebolire e atterrare l'avversario.
Questo sport è conosciuto, a partire dal XI secolo, anche come la nobile arte, richiedendo ai suoi praticanti le qualità caratteristiche dell'uomo, come il coraggio, la forza, l'intelligenza.

Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi:
* Diretto: Colpo più importante per il pugile tecnico. A seconda dell'uso può essere un colpo di disturbo, di arresto, di preparazione al diretto successivo, oppure un colpo potente, portato mediante una rotazione del corpo. Si attua avanzando leggermente e si colpisce con la mano che sta davanti nella guardia, oppure facendo ruotare tutto il corpo nel senso del pugno, facendo un movimento col piede posteriore simile allo spegnimento di una sigaretta sul terreno.
* Gancio: Colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio, è il colpo di chiusura per eccellenza. Il gancio per essere efficace deve essere eseguito a corta distanza.
* Montante: Colpo dato dal basso verso l'alto, di solito si usa nel corpo a corpo.Si attua ruotando la spalla in modo da imprimere potenza al pugno.

Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Anche se la fase offensiva ha un ruolo decisivo, due sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare e parare, ovvio il fatto che per ogni tipo di colpo vi siano differenti tipi di schivate e di parate.
Dai tre aspetti offensivi e dai due difensivi può nascere un complesso incontro, che vede sul "quadrato" due uomini che si affrontano lealmente secondo regole codificate e che alla fine del match li vedrà abbracciarsi. Il pugilato è uno sport impegnativo e completo, le doti fisiche richieste sono infatti velocità, agilità, forza e resistenza. Il pugilato richiede sia sforzi aerobici che anaerobici, pertanto l'allenamento mira sia al miglioramento della resistenza, ovvero alla durata dello sforzo fisico nel tempo, tramite corsa, salto della corda, allenamento a corpo libero, sia al miglioramento della forza e allo sviluppo della massa muscolare.

Il pugilato richiede soprattutto una notevole forza di sopportazione e carattere per poter affrontare gli sforzi durante l'allenamento e il quasi inevitabile dolore fisico durante gli incontri come del resto capita in tantissimi altri sport anche non da combattimento. Contrariamente alla maggior parte degli altri sport, la sconfitta nel pugilato è accompagnata da dolore fisico: ciò richiede una ferrea volontà a non darsi per vinto davanti alla fatica del match.
La Muay Thai è un'antica e guerriera arte marziale Tailandese, conosciuta come Box Thalandese o Thai Box.
E' fondamentalmente una pratica sportiva accuratamente regolamentata in cui due atleti si affrontano mostrando il massimo fair play in tutte le loro azioni, rispettando prima, durante e dopo il match, il proprio avversario.

Quest'arte marziale si contraddistingue per l'efficacia e l'esplosività delle sue tecniche a mani nude, a tutte le distanze e con tutte le parti del corpo: pugni, calci, gomitate, ginocchiate, proiezioni a terra e movimenti di lotta in piedi che la rendono sicuramente una delle più complete arti marziali ed un eccellente corso di difesa personale, adatto soprattutto alle donne in quanto si suppone di dover affrontare qualsiasi tipo di avversario, spesso non tecnico ma possibilmente più forte e pesante di noi.

E' anche una disciplina ricca di cultura ed affascinanti tradizioni che coinvolgono l'atleta emotivamente e moralmente.

Il corso comprende:

- Ginnastica moderna di pre-atletismo
- Esercizi di condizionamento e rassodamento muscolare
- Tecniche di proiezioni a terra
- Combinazioni e studio di gomitate, pugni, ginocchiate e calci
- Difesa personale
- Studio di lotta in piedi
- Tecniche di leve particolari

L'aikidō è una disciplina psicofisica giapponese praticata sia a mani nude sia con le armi bianche tradizionali del Budo giapponese di cui principalmente: "ken" (spada), "jo" (bastone) e "tanto" (il pugnale).
I praticanti sono chiamati aikidōka (合気道家, aikidōka?). La disciplina dell'Aikido fu sviluppata da Morihei Ueshiba (植芝盛平, Morihei Ueshiba?) anche chiamato dagli aikidōka Ōsensei (翁先生, Ōsensei? "Grande maestro") a cominciare dagli anni trenta del '900.
La finalità dell'Aikido non è rivolta al combattimento né alla difesa personale, pur utilizzando per la sua pratica uno strumento tecnico che deriva dal Budo, l’arte militare dei samurai giapponesi; l’Aikido mira infatti alla “corretta vittoria” (dal Fondatore chiamata: 正勝 masakatsu) che consiste nella conquista della “padronanza di sé stessi” (dal Fondatore chiamata: 吾勝 agatsu, cioè la “vittoria su di sé stessi”), resa possibile soltanto da una profonda conoscenza della propria natura interiore. Con questo il Fondatore dell’Aikido voleva affermare che per cambiare il mondo occorre prima cambiare sé stessi e ciò significa che se si vuole veramente acquisire quella capacità che il Fondatore dell'Aikido definiva 勝早日 katsuhayabi, cioè di padroneggiare l’attacco proveniente da un potenziale avversario esattamente nell'istante e nella circostanza della sua insorgenza (nel Buddhismo Zen si direbbe: qui ed ora), occorre aver preventivamente acquisito la capacità di padroneggiare pienamente se stessi.
L'Aikido pur discendendo quindi direttamente dal Budo giapponese e pur conservando ed utilizzando nella sua pratica tutto il bagaglio tecnico di un'arte marziale, non è tuttavia finalizzato al combattimento e quindi ad un risultato di tipo militare o di difesa personale, come potrebbe apparentemente sembrare osservando la sua pratica dall'esterno sul piano tecnico, ma è finalizzato al risultato della scoperta e dello studio delle leggi di natura che regolano le dinamiche e le relazioni che entrano in gioco nel rapporto fra gli individui nell'occasione dell'instaurarsi di un conflitto e/o un combattimento fra di loro; a tal fine l’Aikido pur utilizzando il patrimonio tecnico appartenuto alle arti marziali giapponesi, in particolare al daitoryu-jujutsu, e pur simulando circostanze di conflitto e di combattimento, non condivide la finalità dell’uccisione dell’avversario e neppure dell'offesa dell'avversario allo scopo di realizzare una difesa personale. L'aspetto dell'arte marziale e/o della difesa personale, si riconducono all’Aikido solamente in modo indiretto, quale elemento secondario della pratica, non quello principale.
Il Judo è un'arte marziale giapponese formalmente nata in Giappone con la fondazione del Kōdōkan da parte del Prof. Jigorō Kanō, nel 1882. I praticanti di tale disciplina sono denominati judoisti o più comunemente judoka (柔道家, jūdōka?).Il principio base del Judo è conosciuto universalmente attaraverso le parole stesse del suo fondatore Jigoro Kano: “La flessibilità può neutralizzare la forza bruta”. La parola “Ju-do ” infatti è composta da due ideogrammi: “ju” significa flessibilità, non-resistenza, dolcezza, “do” si traduce con cammino o via. Judo è dunque “la via della non resistenza” o la “via della flessibilità”, il cammino che conduce ad una vita equilibrata utilizzando un metodo di educazione fisica e mentale basato su una disciplina di combattimento a mani nude.
Il principio stesso di questo tipo di combattimento è la non-resistenza, cedere alla forza avversa per squilibrarla, controllarla e vincerla con un minimo di sforzo. Jigoro Kano ha espresso due massime basilari che dirigono la vita del judo:

* “Seryoku zenhyo” (“il miglior uso della energia, fisica e morale”)
* “Ji ta kyò ei” (“amicizia e mutua prosperità”)

Esse sono veramente l’essenza di quello che lo studio del Judo può dare all’individuo ed alla società: al primo come preparazione fisica ed educazione del carattere, alla seconda come scuola formativa di uomini e donne preparati a lottare equilibratamente per la vita nel rispetto della personalità dei propri simili.
Il Jiu Jitsu Brasiliano o brazilian jiu jitsu (BJJ) è una disciplina che studia la lotta a terra e che deriva dal jūdō e dal ju jitsu giapponese. È stato reso famoso da Royce Gracie figlio di diplomatici scozzesi in Basile,il quale introdusse tutti i componenti maschi della sua famiglia a tale disciplina. Anche se nasce come arte marziale in cui si usa il kimono (chiamato GI) negli ultimi anni la Federazione Internazionale di BJJ (IBJJF) ha introdotto le competizioni senza l'uso del kimono (chiamate NO-GI) creando uno stile di BJJ quasi identico al Grappling.
In realtà, il jiu jitsu brasiliano, a dispetto di ciò che pensano in molti, non è molto distante dal jujutsu giapponese (o ju jitsu o ancora jiu jitsu) o le sue forme moderne come il noto judo. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: il judo, per esempio, per via del regolamento, prevede la vittoria attraverso proiezione perfetta o bloccaggio al suolo per venti secondi o ancora per resa (Ippon), enfatizzando così il combattimento in piedi, in posizione eretta. Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo un vantaggio di due punti, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggior parte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo o nelle forme sportive di jiu jitsu giapponese. Per questo, il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione "di guardia", con l'avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate rispetto al judo o jujutsu sono la monta a cavallo (qui chiamata "montada", in giapponese "tate shiho gatame") o la presa a croce, petto su petto dell'avversario (la "cruzada", in giapponese "yoko shiho gatame"). Posizioni sviluppate in maniera caratteristica dal BJJ sono la "monta a cavallo da dietro", più conosciuta come "back mount", eccezionale per strangolare, e la guardia "a farfalla", con i piedi tra le gambe dell'avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l'opponente in posizione svantaggiosa. Tra le altre posizioni tipiche si ricordano: guardia con il controllo delle braccia con le gambe (Spider Guard), mezza guardia, guardia Del La Riva, Rubber Guard: da esse, come detto, possono essere effettuate una serie innumerevole di finalizzazioni, leve strangolamenti in grado di contrastare la forza fisica di avversari anche molto più pesanti.
Le arti marziali miste (AMM; spesso indicate con l'equivalente inglese Mixed martial arts , MMA o portoghese Valetudo) sono uno sport da combattimento, comprendente una grande gamma di tecniche: pugni, calci, ginocchiate, gomitate, proiezioni, lotta a terra, leve articolari, strangolamenti.
Oggi le arti marziali miste sono uno sport di contatto regolamentato nel quale gli atleti possono vincere per KO, sottomissione o per decisione dei giudici.
Un atleta di MMA quasi sempre si allena in più di una disciplina, per essere preparato alla varietà di stili di lotta che ogni avversario diverso può utilizzare; in linea generale ci si allena in almeno una disciplina "striking" (ovvero dove si usano principalmente colpi), tipo boxe, kickboxing, muay thai etc. e una "grappling" (prevalenza di prese), quali ju jitsu, judo, sambo o wrestling (inteso nella sua accezione anglosassone come lotta composta da leve articolari, proiezioni e prese, escludendo di fatto la forma teatralizzata che si intende comunemente in Italia col termine wrestling).
Non esiste un'arte marziale migliore di un'altra, spesso ciò che determina il risultato di un incontro, è la bravura del combattente stesso, o l'efficacia dei suoi allenamenti (indipendentemente dall'arte marziale), la condizione fisica e mentale in cui si trova al momento dell'incontro.
Il Taijiquan o Tai Chi, stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento, è oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva.
Lo studio del tai-ji quan ( Pugno della Suprema Polarità ) non è solamente uno studio legato al movimento fisico ma una profonda filosofia di vita che affonda i suoi contenuti in antichissime filosofie e teorie come il Bagua, l'Yi Jing e più in generale il Taoismo. Il principio fondamentale è il Wu wei traducibile in italiano in tanti modi, ma nessuno pienamente soddisfacente: non agire, niente fare, lasciar andare... Dove però il non-agire è un'"azione" compiuta con coscienza: spesso è più difficile non fare e lasciare che le cose seguano il loro corso naturale invece di cercare di cambiarle... ed oltretutto potrebbe rivelarsi molto più efficace. Ci sono inoltre quattro parole, concetti (caratteri) che rappresentano il tai-ji quan, i suoi contenuti filosofici ed i benefici che con la pratica si possono ottenere e sono: Movimento (Attività), Quiete (Calma, Quiescenza), Gioiosità (Felicità, Serenità), Longevità (Vitalità).
Nel tai-ji quan ritroviamo inoltre i concetti principali del taoismo: ogni movimento esprime l'alternanza dello Yin e dello Yang di vuoto e pieno: l'uomo e l'universo entrano in unione.
La Kickboxing è uno sport da combattimento che combina tecniche di calcio caratteristiche di arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese e prevede l'utilizzo di tecniche sia di pugno che di calcio. Le tecniche di pugno utilizzate nella kickboxe sono sostanzialmente le stesse del pugilato classico: diretti, ganci, montanti e combinazioni dei tre:

* diretto: colpo sferrato stendendo completamente il braccio in avanti, a colpire il volto o il busto dell'avversario. È un pugno fondamentale, e viene portato sfruttando la torsione della gamba d'appoggio, della schiena e delle spalle
* gancio: pugno sferrato mantendo il braccio piegato, ad uncino, ruotando la spalla
* montante: colpo sferrato dal basso verso l'alto, a cercare solitamente il mento dell'avversario, anche se può essere diretto anche al busto o all'addome.

Esistono diverse tecniche di calcio nella kickboxe; di queste alcune vengono considerate fondamentali, altre sono varianti o tecniche speciali che possono essere utilizzate in combattimento. Ad ogni modo, le tecniche fondamentali di gamba utilizzate nella kickboxing comprendono il calcio frontale, il calcio laterale ed i calci circolari:

* calcio frontale: sferrato portando la gamba al petto e poi stendendola in avanti, per colpire con la pianta del piede, il tallone o, raramente, la punta
* calcio laterale: simile al calcio frontale ma sferrato da posizione laterale, ruotando la gamba d'appoggio di 45° e andando a colpire con l'altra utilizzando la pianta o il tallone
* calcio circolare o rotante: sferrato muovendo la gamba con una traiettoria -appunto- circolare, colpendo con la tibia o con il collo del piede. Viene realizzato torcendo tutto il corpo, a partire dal piede d'appoggio che, nell'esecuzione, ruota di 45° in avanti nella direzione del movimento. Può essere diretto alle gambe dell'avversario, e si parla in questo caso di calcio basso (low kick), al fianco (calcio medio o middle kick) o, infine, al volto (calcio alto o high kick)

Altre tipologie di calci comprendono, fra gli altri, il calcio incrociato (crescent kick), in cui la gamba compie un movimento laterale ascendente a colpire il volto, il calcio discendente (axe kick), nel quale il movimento è opposto a quello del crescent kick e il piede cade dall'alto verso il basso e lateralmente, usato solitamente per aprire la guardia avversaria, o il calcio ad uncino (hook kick) che consiste nel colpire con una traiettoria di rientro effettuando una rotazione di 360° (di pianta piede o tallone).
La Difesa Personale o Autodifesa è la capacità propria di saper gestire (o evitare) una disputa (non necessariamente violenta) tra individui che, per svariati motivi, possono giungere ad uno scontro. È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un insieme di tecniche ed insegnamenti atti ad atterrare un avversario prima che sia lui a farlo, confondendo l'autodifesa con lo street fighting. In realtà la difesa personale comprende sia tecniche fisiche per la difesa dalle aggressioni, sia tecniche psicologiche. La difesa personale deve essere vista come una cultura di prevenzione adatta a tutti. Lo studio di un'arte di difesa prima di tutto intende dare fiducia in sé stessi ed una conoscenza dei rischi e delle violenze, l'atteggiamento di una coscienza preventiva di qualsiasi attacco.

L'attività di difesa personale parte da due filosofie essenziali:

* essere preparati
* serve solo per difesa e mai per offesa

A differenza delle tecniche di combattimento sportive, quelle di difesa personale si differenziano per due caratteristiche fondamentali:

* l'applicazione: devono cioè essere eseguite nel modo più efficace possibile, e soprattutto non ci sono esclusioni di colpi;
* la durata: mentre l'allenamento sportivo prepara l'atleta ad affrontare incontri molto lunghi, suddivisi magari in più round, quello di autodifesa prepara l'allievo ad affrontare scontri che magari possono durare pochi secondi. Lo scopo non è ovviamente quello di totalizzare più punti dell'avversario, ma quello di terminare lo scontro a proprio favore e nel più breve tempo possibile.

Le tecniche di difesa dalle aggressioni fisiche sono molteplici e variano da scuola a scuola. Tutte però hanno in comune la ricerca della semplicità di esecuzione e l'efficacia.
È importante che una tecnica di difesa entri nella memoria fisica di chi la esegue, cioè deve essere eseguita spontaneamente; la tecnica non deve essere pensata, deve essere eseguita e basta, come se il corpo reagisse per istinto. Non esiste una tecnica in assoluto più efficace di altre, ma esiste una linea guida da seguire affinché la tecnica utilizzata lo possa diventare.
Le più diffuse sono:

* cercare di mantenere l'iniziativa, incalzando l'avversario per non dargli il tempo di reagire e possibilmente di attaccare;
* puntare alle parti anatomiche più esposte e delicate (per es. occhi, naso, genitali);
* ogni parte del corpo può diventare un'arma, senza dimenticare che praticamente qualsiasi oggetto può essere usato allo stesso scopo.

Attacchi utili:

* colpi al naso: cercare di colpire l'avversario sul naso, così da guadagnare momenti utili per fuggire oppure per sferrare un colpo ai genitali, cosi da finire definitivamente l'avversario.
* colpo ai genitali: cercare di colpire con un calcio o una ginocchiata i genitali dell'avversario, così da finirlo definitivamente.
* calcio al ginocchio: se portato frontalmente poco sopra il ginocchio, può portare alla rottura dei legamenti dello stesso. Se viene portato un colpo a girare sul lato del ginocchio, può provocare la fuoriuscita della rotula e il Ko dell'avversario.
La Capoeira è uno stile di vita, una scuola di pensiero, una filosofia, una scienza. E' parte del loro corpo e della loro mente. Gli schiavi che dettero vita alla Capoeira erano abituati a combattere avendo le mani legate insieme, così potevano contare solo sulle gambe. Questa è una delle ragioni che differenziano la lotta brasiliana, da altre arti marziali: un capoerista non usa quasi mai le mani o i pugni per attaccare il suo avversario. La Capoeira è un "mix" di arte marziale, danza e ginnastica.
E' arte marziale perché raccoglie diversi tipi di calci molti dei quali sono estremamente simili a quelli usati ad esempio nel karate. Ma quello che la rende veramente diversa è il non avere un codice di regole strettamente precise, questo ne fa un'arte marziale con infinite variazioni. Ti lascia così scoprire il tuo corpo, usare l'immaginazione, stimola la creatività, 1'improvvisazione e l'individualità. A diferenza di altre arti marziali la capoeira non è uno sport violento: un completo controllo del proprio corpo, permette di "giocare" allegramente a ritmo di danza con colpi che, solo se necessario, possono diventare estremamente potenti e pericolosi. Nella sua complessità è una forma di esercizio che consente di usare tutti i muscoli del corpo, di sviluppare prontezza di riflessi e, specialmente per le donne, può diventare un'ottima difesa personale.
Il passo base della Capoeira, chiamato "Ginga", che serve per connettere fra loro i vari movimenti conferendogli un forte senso di unità, è anche un passo di danza. Il ritmo del gioco è determinato dal ritmo della musica: se la musica è lenta, i movimenti saranno rallentati e il gioco sarà effettuato con passaggi a terra; se la musica è veloce, i giocatori si muoveranno molto velocemente con colpi e salti rapidissimi. La Capoeira usa molti elementi acrobatici come la "ruota" o i salti mortali che non servono solo a ravvivare il gioco, ma offrono una serie infinita di possibilità di difesa. Ogni persona può vivere la Capoeira come danza, come gioco, come strumento di difesa e attacco: può essere sentita come espressione simultanea di tutte queste componenti o solo di una singola parte.

www.arteedominio.com

Il Krav Maga è una "tecnica di combattimento" semplice e pratica (chi la insegna preferisce non chiamarla "arte marziale"). Infatti è nata per essere appresa in breve tempo ed essere usata in un contesto bellico dove si predilige un approccio offensivo, che caratterizza questo sistema di combattimento. Se altre arti marziali tradizionali, soprattutto di matrice orientale, tendono ad associare oltre all'insegnamento delle tecniche un sistema filosofico e spirituale, il Krav Maga risponde a criteri di tipo militare quali l'efficacia e la rapidità con cui si arriva al risultato desiderato, che è la neutralizzazione dell'avversario.

Dove spesso molte arti marziali (tra le quali anche quelle da cui il Krav Maga ha attinto, come il Judo, il Ju-Jitsu, il Kung-fu, etc...) prediligono un'impostazione attendista che lascia all'avversario la prima mossa, il Krav Maga punta ad una rapida neutralizzazione dell'avversario prima che questi possa diventare una minaccia. È nato come programma di addestramento accelerato per i soldati dello stato di Israele. Ideato da Imirich Lictenfeld, il krav-maga è una sintesi armonica di tecniche derivate dalle arti marziali, da sistemi di lotta a mani nude e dai metodi del Close Combat del Maggiore Firebairn, un mix di colpi a mano aperta diretti a punti sensibili come naso e gola, pugni di stile pugilistico, leve agli arti del Judo e del Ju-Jitsu, e calci e ginocchiate tipici della Thai Boxe.

La Savate (nota anche col nome di Boxe Francese) è una disciplina sportiva nata nei quartieri più poveri e malfamati di Parigi nei primi anni dell'ottocento.
Trae origine dallo chausson, un metodo di difesa militare basato principalmente sull'uso dei piedi, e ben presto si diffonde anche negli strati più ricchi della società parigina. Per distinguersi dal pugilato o "boxe inglese", assume la denominazione di Boxe francese, anche se il nome di savate è quello che rimane nell'uso comune. All'inizio le tecniche potevano essere eseguite soltanto con i piedi, ma dal 1820 furono introdotti i colpi a schiaffo con le mani e nel 1830 i contendenti cominciarono ad usare i guantoni da boxe.

Le tecniche di braccia utilizzate nella Savate sono le stesse tecniche usate nel pugilato: diretto, gancio, montante e swing.
Tutti i calci tranne lo Charlemont possono essere eseguiti sia con la gamba avanzata che con la gamba arretrata e possono essere portati in linea bassa, mediana e alta. I calci possono essere combinati con colpi di braccia e portati in sequenza, fintati oppure doppiati.I calci possono essere anche acrobatici.
La Hung Sing Kung Fu Academy viene fondata nel 1998 nel Lazio da Sifu Roberto Fasano. Costituita come Hung Sing Ass. Sportiva Dilettantistica e Culturale ha l’obiettivo di tramandare l’arte del Kung Fu Cinese nella sua essenza più pura e tradizionale. La Scuola non si propone solamente l'insegnamento di tecniche atte allo sviluppo fisico, ma pone l’accento sulla crescita dell’individuo nel suo significato più ampio, sostenendone soprattutto il raggiungimento di un equilibrio morale ed interiore, migliorandone la volontà, la determinazione ed il coraggio, incrementandone l’energia e la sicurezza in se stesso.
La Scuola ha come finalità principale la pratica del Kung Fu Tradizionale Cinese suddiviso in Stili Interni e Stili Esterni:
Gli Stili Interni, Taiji Quan della famiglia Yang, esercizi di Qi Gong e meditazione, basati principalmente sulla coordinazione e sul rilassamento, attribuiscono molta importanza allo sviluppo dell’energia interna al fine di migliorare il proprio stato di benessere psicofisico.
Gli stili esterni si basano invece su una pratica vigorosa, dando risalto all’aspetto marziale e all’attitudine al combattimento attraverso lo studio di sequenze a mani nude, con armi e sequenze in coppia dello stile Choy Li Fut. La Hung Sing Kung Fu Academy è l’unica scuola italiana riconosciuta dalla Plum Blossom International Federation del Granmaestro Doc Fai Wong, ed è affiliata alla Federazione Italiana Wushu Kung Fu, al Centro Nazionale Sportivo Libertas ed iscritta nel registro delle società sportive del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I).

www.gongfu.it

Il Karate è un'antica arte marziale atta alla difesa delle persone originaria dell'isola giapponese di Okinawa e trae origine dall'unione di due scuole-correnti marziali: il Te autoctono e il Kenpō cinese e prevede la difesa a mani nude, senza l'ausilio di armi, anche se la pratica del Kobudo di Okinawa che prevede l'ausilio delle armi tradizionali, è strettamente collegata alla pratica del Karate
Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato delle sua componente marziale e finalizzata ai risultati competitivi tipici dell'agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale.
Nel passato, era studiato e praticato solo da uomini, ma col passare dei secoli anche le donne si sono avvicinate a questa disciplina.
Nato come arte marziale che insegna il combattimento e l'autodifesa, con il tempo il Karate si è trasformato in filosofia di vita, in impegno costante di ricerca del proprio equilibrio, in insegnamento a "combattere senza combattere", a diventare forti modellando il carattere, guadagnando consapevolezza e gusto nella vita, imparando la capacità di sorridere nelle avversità e di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verrà compreso appieno, sostengono i suoi estimatori, l'allievo potrà essere veramente libero e realizzato. Il Karate prevede tecniche di percussione con tutti gli arti del corpo (pugni, gambe, gomiti, ginocchia ecc.) e tecniche complementari di proiezioni, leve articolari, strangolamenti e colpi ai punti vitali.

Istruttore - Franco Del Duca

Il softair o soft air (in inglese: airsoft o air soft) è un'attività ludico-ricreativa di squadra basata sulla simulazione di tattiche militari.
Si distingue dalle altre attività basate sulla simulazione militare per l'utilizzo delle Air Soft Gun (in inglese letteralmente Arma Morbida ad Aria) da cui appunto prende il nome.
Il softair è caratterizzato da una grande varietà di giochi diversi che spaziano da un approccio meramente ludico ad un approccio di tipo sportivo, da un approccio ricreativo ad un approccio strategico-simulativo, comprendendo varie sfumature all'interno di questi quattro estremi.
Nonostante l'apparenza bellicosa, è innocuo, non violento e basato sul corretto confronto sportivo. Proprio per queste caratteristiche è ormai frequente l'utilizzo di questo gioco nell'ambito del team building, del problem solving e della formazione aziendale.